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Così,
tanto per fare due chiacchiere tra amici, volevo mettervi al corrente
di alcune considerazioni che ho avuto modo di svolgere in occasione
dell'ennesima miglioria che ho apportato al mio GS1200.
A molti di voi sarà noto che i Fumeo (in qualunque versione,
tranne il 9114 che è in realtà un Silma) possono considerarsi
un punto di riferimento per nitidezza e contrasto. Qual è la
ragione di questo vantaggio?
Sebbene trascinamento e messa a fuoco possano apparire come aspetti
della proiezione lontani tra loro, non è così in concreto.
Le informazioni contenute nella pellicola non sempre, infatti, riescono
ad essere sfruttate al massimo. Nominalmente - almeno così dicono
- il fotogramma S8 contiene le stesse informazioni di un'immagine televisiva
ad alta definizione. O meglio: così è per ogni secondo
di proiezione.
Immaginate di dover visualizzare un segmento per la durata di un secondo.
Potete o vedere il segmento tutto intero per un secondo; oppure, in
ordine sparso, tanti pezzetti di segmento in sequenza tra loro, sicchè,
ricomposti dall'occhio, vedrete un segmento intero.
Nella proiezione cinematografica accade proprio questo. Ogni fotogramma
contiene solo una parte di tutta l'informazione visiva che l'occhio
riceve per unità di tempo: ciò in quanto, la disposizione
casuale delle particelle fotosensibili (un tempo nitrato d'argento),
fa sì che ogni fotogramma contenga solo una porzione di quel
segmento di cui all'esempio. Ciò significa che una proiezione
a 24 ft/s fornisce più informazioni (e quindi nitidezza e definizione)
di una proiezione a 18 ft/s. Una proiezione a 48 ft/s (si è proposto
a titolo sperimentale) sarebbe ancora più ricca e piacevole per
l'occhio di una a 24 ft/s.
Questo discorso teorico deve però confrontarsi con la capacità
del proiettore di ricollocare ogni fotogramma nella STESSA IDENTICA
POSIZIONE del precedente, altrimenti il nostro segmento (sempre quello
dell'esempio) risulterà più largo e con i bordi meno netti:
dunque sfocato!
Ecco che la precisione nell'avanzamento è decisiva per una messa
a fuoco ottimale.
Al contrario di quanto si potrebbe credere non è la griffa l'elemento
decisivo per ottenere la migliore precisione possibile. La griffa è
un elemento vincolato e, dunque, ad ogni giro non può non tornare
sempre allo stesso punto (è anche vero però che ho qualche
dubbio sul comportamento delle griffe dei proiettori Silma-Bauer, visto
che l'eccentrico è in materiale plastico quindi più sensibile
alle sollecitazioni meccaniche durante il funzionamento). Questi, invece,
gli elementi decisivi:
a) la robustezza ed il peso della macchina, sì da smorzare le
microvibrazioni innescate dai componenti in movimento;
b) la rigidità del piatto di scorrimento, sempre al fine di smorzare
le microvibrazioni;
c) la "disponibilità" del gruppo piatto - guide laterali
ad offrire scarsa resistenza all'avanzamento della pellicola. Tanto
più aumenta l'attrito in questo gruppo, tanto più ogni
fotogramma tenderà ad assumere una posizione diversa da quella
del fotogramma precedente.
Il Fumeo possiede certamente delle caratteristiche tali da soddisfare
tutte e tre le condizioni.
Il GS1200 in concreto si colloca un pelo sotto al Fumeo, ma il progetto
ha delle potenzialità di gran lunga superiori!
Il piatto di scorrimento dell'Elmo è infatti più rigido
di quello del Fumeo, e pure il peso e la robustezza dell'intera macchina
sono molto elevati.
Vi è però una differenza sul comportamento delle guide
laterali collocate sul piatto di scorrimento. A parte una differenza
fondamentale sul profilo della guida fissa (che pure ha la sua importanza),
credo di non sbagliare se dico che l'acciaio delle guide del Fumeo è
un po' più tenero; ciò, nello stesso tempo, rende però
questo acciaio dotato anche di un minore coefficiente d'attrito. Ne
consegue che l'avanzamento della pellicola è facilitato rispetto
all'Elmo.
Ebbene, ho operato una semplice modifica che ha diminuito in modo davvero
apprezzabile il coefficiente d'attrito delle guide laterali dell'Elmo.
Un GS1200 di un mio amico, con già molte ore di lavoro alle spalle,
mostrava un peggioramento della nitidezza dell'immagine. Sebbene l'interlinea
fosse ferma, ciò era dovuto ad una microinstabilità di
quadro. Tale instabilità era a sua volta causata dal consumo
delle guide laterali. Queste, quando si logorano, mostrano un solco
nel quale continua a scorrere la pellicola. Aumentando la superficie
di contatto, aumenta l'attrito con le conseguenze che ora potete ben
capire. Rilevato ciò avrei dovuto sostituire le guide, ma non
ho resistito alla tentazione di rigenerarle: ho forato le guide in corrispondenza
del punto di contatto (ho dovuto usare delle punte al molibdeno e ne
ho rotte due per ogni foro!) ed ho incastonato, in ogni foro, delle
pietre dure (degli strass depredati da un vecchio fermacapelli di mia
madre). Ho poi molato il tutto per pareggiare le superfici.
Quando ho fatto i primi test ero preoccupato solo di verificare che
il tutto funzionasse a dovere, e non avrei mai immaginato di vedere
quel che ho visto: la pellicola test della SMPTE sembrava una diapositiva!!
La stabilità del fotogramma e la nitidezza delle mire di prova
erano eccezionali. La proiezione di un film normale confermava la prima
impressione. La grana, il contrasto, e dunque la messa a fuoco erano
davvero aumentati e non di poco.
In conclusione: chi possiede un Elmo ed è in grado si smontare
le guide laterali, laddove queste si dovessero consumare, è caldamente
consigliato (disponendo di una buona manualità e di un trapano,
meglio se a colonna) di operare questa modifica.
Ciao.
UGO
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